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18 aprile 2018

LA VERA GIUSTIZIA, L'UGUAGLIANZA NON LA GERARCHIA

Stadio pieno di una grande folla

ESSERE TUTTI FRATELLI

Conosco un po' la gerarchia militare e mi è indigesta.
Un giorno un mio collega Sottotenente di complemento, graduato da appena una settimana, si è divertito a mettere sugli attenti un Maresciallo di carriera con 20 anni di esperienza, mortificandolo davanti agli altri e ponendolo sugli attenti, solo per esercitare l'autorità del suo grado superiore, dopo 49 anni a tutt'oggi lo considero sempre più un atto di autoritarismo.
Memore di questo episodio, quando ho appreso il principio stabilito da Gesù  "Voi siete tutti fratelli"  l'ho apprezzato ancor di più.
Si deduce chiaramente che finché ci sono privilegi immeritati, non c'è uguaglianza, e non ci può essere giustizia.
Si possono avere responsabilità diverse, più o meno importanti, ma rimangono responsabilità o incarichi che differiscono in grado, mentre l'individuo che le svolge vale quanto l'individuo che non ha queste responsabilità o incarichi, ed è importante a prescindere dalle sue capacità che possono essere maggiori o minori generate dagli incroci genetici tra gli antenati, ma è pur sempre fratello alla pari col misero. 
Le differenze o i meriti sono dovuti al fare di più o di meno.

Tuttavia per chi si impone in questo sistema di cose questo concetto 'alla pari ' è nauseante.
Difficile è per chi ha queste responsabilità maggiori mantenersi umile poiché riceverà regali, doni, soldi, lodi, da chi lo considera più importante a motivo dei suoi incarichi,  con l'intento onorevole di mostrargli apprezzamento, ma a volte anche quello disonorevole di ottenere favoritismi.
Per non cadere in questa trappola chi ha maggiori responsabilità deve stare più vigilante. 
La fratellanza è come il voto segreto, che conta 1 sia il voto del misero che quello del principe, sono voti segreti considerati uguali.
Gesù disse " voi siete tutti fratelli " tuttavia preferiva l'amicizia con Giovanni, trattava gli Apostoli come fratelli senza gerarchia di importanza, ma con solo la differenza di incarichi di capacità e del darsi da fare.

All'uomo che ha grandi responsabilità è facile mostrarsi nobile quando fa il gesto del pollice in alto per condonare un errore involontario al misero che ha sbagliato, e in silenzio con affetto gli sta dicendo "ti sono fratello".
Questo principio della fratellanza non fa sentire misero il misero, ma grandi tutti coloro che lo osservano.